2 ottobre 2011


CASABLANCA/2
Di ritorno dal suk.
Ieri Giovanna (una simpatica signora di mezz’età che ha un minuscolo caffè non lontano da casa mia, in cui si diverte a fare torte, qualche focaccia salata e il caffè con la moka) mi ha detto che sono finita nel suk degli europei…a me non sembrava, ma dato che lei a Casablanca ci vive da un bel po’ di anni forse ha ragione.
Per farla breve, torno dal mercato e mi fermo da Giovanna. Mentre sto mangiando una fetta della sua crostata con marmellata di fragole mi dice “No Anice, quel mercato lì è troppo caro! Sei finita in quello degli occidentali. Per trovare la verdura devi andare in quel mercato lì, per il pesce nel suk della Medina, per …”. Le dico che io ho solo i piedi e di salire in un taxi scassato con tutte le borse della spesa non ne ho gran voglia. “ Be’, vedrai che prima poi ci vai in quello della Medina. Ricorda che il pesce arriva freschissimo alle 17.00 del pomeriggio. Non prima!”. E sottolinea il “non prima”.
Sorrido, finisco la crostata, la saluto e mi avvio verso casa. Continuo a pensare che il mercato in cui sono stata non mi era sembrato, proprio per nulla, un mercato da occidentali. Ma forse serve andare in quello della Medina per riuscire a capire cosa intende Giovanna. 
Mi tengo caro il suo consiglio e la prossima volta sperimenterò.

Suk sbagliato o meno, io tra una cosa e l'altra mi sono fatta prendere la mano e voilà:

1) Una manciata di brillanti grezzi colore F?


No. Pura gomma arabica!

2) La mia regina

  L'anice in stella


3) Semolino?


NO! È zenzero ridotto in briciole, rivestito di zucchero, da usare nella confezione di biscotti, dolci o per dolcificare tè e caffè.


4) Varie ed eventuali...citronella essiccata, uvetta di Smirne, datteri reali, pane


e qualche ortaggio


Poi ci sono state alcune sorprese inattese che non ho portato a casa, ad esempio: glutammato giapponese, acido citrico…e tutta una gran varietà di spezie, legumi, frutta ecc ecc. Insomma una meraviglia.

Mi potevo esimere dal far qualcosa?

GALLETTE AI DATTERI REALI


La ricetta
Ingredienti:
250 gr farina 00
20 gr farina di mandorle
125 gr burro fuso
25 ml acqua di rose
25 ml acqua i fiori d’arancio
1 pizzico di sale
8 datteri a pezzetti

Setacciare le farine e il sale. Unire il burro fuso ancora caldo, l’acqua di rose e di fiori d’arancio:  impastare.
Deve risultare un impasto consistente. Se serve, unire un po’ d’acqua.
Formare una palla e coprirla di cellofan. Lasciare riposare in frigo per 2 ore.
Ripristinare la consistenza malleabile della pasta (in sostanza serve sciogliere un po’ il burro all’interno dell’impasto) formare delle sfere della grandezza di un uovo piccolo. Formare una fossetta al centro con il dito indice e inserirvi qualche pezzetto di dattero.
Richiudere la sfera e modellarla a mo’ di pallina appiattendone la base.
Disporre le gallette ottenute su una leccarda rivestita  foglio di carta da forno. Passare in frigo per il tempo necessario al forno di raggiungere i 150°.
Infornare per 20/25’.

Lasciar raffreddare e cospargere di zucchero a velo. Aspettate un paio di giorni prima di mangiarli, diventeranno più morbidi e più saporiti.
Si conservano in una scatola di latta per più 15 gg. 



Ciao e buona settimana.