27 agosto 2011

Buon pomeriggio!

Ri-Eccomi. 
Nonostante il caldo, l’afa, i 36° e tutto il resto
la mia pausa è stata rigenerante. E confesso fruttuosissima!
Ho sperimentato, studiato, studiato, studiato, ricercato, provato e riprovato.
Ma quel che più conta è che, finalmente, “ho visto” quell’idea che, a mia insaputa, come ogni idea, cova in silenzio da tanto tempo dentro la mia testa e che trae alimento dai vari e svariati esperimenti gastronomici
Il sassolino che le ha indicato la via da seguire per uscire allo scoperto è stata una recente uscita editoriale: René Redzepi, Tempi e luoghi della cucina nordica, Phiadon, 2011.

Dal momento che questa storia, che inizia in una libreria di Helsinki 7 anni fa, interessa e riguarda solo me, non mi dilungo oltre e vado al sodo.
Comincio da qui:
dall’aperitivo che ho servito a una cena di metà agosto:

VASI DI RAPANELLI


La ricetta
Servono 6 vasetti per piante, diametro 10 cm

Per la crema

Ingredienti:

170 gr yogurt greco
80 gr maionese
20 gr fiori di cappero o capperi in salamoia
8 gr prezzemolo
5 gr cipollina
5 gr dragoncello
5 gr amido di mais
2 cucchiai da tavola di yogurt bianco

Frullare le erbe aromatiche con lo yogurt greco fino a ottenere un’emulsione. Mescolare l’amido di mais setacciato con lo yogurt bianco, scaldare sul fuoco finché rapprende e poi unirli a una piccola quantità di emulsione, in modo da non formare grumi. Aggiungere via via tutto resto della crema. Unire la maionese, amalgamare bene e trasferire in una tasca da pasticciere con beccuccio medio.  Conservare in frigo fino al momento di comporre i vasi.

Per il TERRICCIO:

Ingredienti:

215 gr farina 0
100 gr nocciole o mandorle (non spellate) tritate
50 gr burro fuso raffreddato
5 gr sale
100 gr birra scura
25 gr zucchero

Lo si può preparare con largo anticipo, anche di qualche giorno, e si conserva per almeno 2 settimane in frigo.

1° giorno: Riscaldare il forno a 110°. Impastare farina, farina di nocciole o mandorle, zucchero, sale e birra. Stendere il composto su carta da forno, tenendo uno spessore di 1,5 cm. Tipo pizza per intendersi.
Infornare per il tempo necessario a far seccare l’impasto in cottura.
Togliere dal forno, far raffreddare, rompere in piccoli pezzi e frullare riducendo in polvere.

2° giorno: Riscaldare il forno a 180°. Unire il burro al composto grattugiato e mescolare. Sgranare per bene e con le dita delle mani in modo da eliminare i grumi che si formeranno, stendere il tutto su una leccarda rivestita di carta da forno e infornare per 10’ circa.
Quando il TERRICCIO ha assunto un colore ambrato scuro è pronto.

Ferran Adrià e René Redzepi le fanno diversamente, ma poiché il secondo è stato allievo del primo che forse ha pescato l’idea dagli arabi di Spagna, io sono andata direttamente a rivisitare la ricetta della nonna berbera del mio coinquilino che faceva una
“terra” simile, chiamata Slillou.

Per i rapanelli:

20-24 rapanelli medi, meglio quelli lunghi

Pulire e mondare i rapanelli lasciando le foglie migliori: quelle medio-piccole, turgide e verdi. Tenere anche le radici, che se sono ben lavate si possono mangiare senza problemi. Lasciare per qualche ora in acqua fredda in modo che risultino belli croccanti quando si comporranno i vasi.

Composizione:

Se c’è, tappare il buco di drenaggio in fondo al vasetto con una fettina di patata bollita, ricoprire con un po’ di terriccio e con la tasca da pasticciere riempire di crema poco più di metà del vasetto. Conficcare i rapanelli, 3-4 per persona, nella crema e coprire di altro terriccio.



Servite e divertitevi a guardare gli ospiti.
L’effetto prodotto sarà proprio MERAVIGLIOSO.



Per il cocktail d’accompagnamento:
per 1 pr

Ingredienti:

 125 ml succo d’anguria,
5 cubetti di succo d’anguria congelato
1 cucchiaino da tè di succo di lime
5 foglie di menta
30 ml vodka.

Mettere le foglie di menta e i cubetti di anguria ghiacciata in un bicchiere alto. Versarci sopra il succo d’anguria, il succo di limone e la vodka. Mescolare e servire.
Buono fresco e amabile.

I'm back.
My break has been very fruitful, as you will see.
I have tried new things out and start to follow an interesting idea…
at least up to me.

Me voilà!
Ma pause est terminée: j’ai assez étudié, recherché, essayé, expérimenté,
vérifié des nouvelles recettes et commencé à suivre une nouvelle idée à moi qui a, finalement, trouvé dans ma tête le terrain pour fleurir.
On va voir…